Consigli per l’ascolto a cura della redazione del sito ivanofossati.net

Se avete bisogno di un disco per convincervi che la canzone italiana ha futuro, pigliatevi “L’uomo flessibile”, terzo lavoro di Carlo Fava. Lo metterete sul piatto e, che fuori sia una bella mattina estiva o una bigia sera fredda, troverete subito di che interessarvi, divertirvi ed emozionarvi – e di lì farete una dannata difficoltà a rimetterlo nella custodia.

Carlo Fava voce malleabile, talento al pianoforte e nel tenere il palco, a metà fra il teatro e la canzone (e se gli puntate il dito su Gaber, vi risponderà facendo, con naturalezza, un omaggio al di là del grande Grigio). Carlo Fava che scrive da sempre con Gianluca Martinelli e che da anni ha la fiducia e la collaborazione di Beppe Quirici(che nel disco suona con la sua squadra: Martina Marchiori, Elio Rivagli, Armando Corsi..). Ritroverete almeno un amore nella morbida “Sotto il quadro di Chaplin”, vi farete travolgere dalla potenza de “La palude” (con sotteso riferimento a Sofri), riconoscerete Lolli alla fine de “Se fossi il futuro”, sghignazzerete con “L’Italia non legge”, non potrete che concordare con l’elegante indignazione di “Metroregione”… Insomma, un artista a tutto tondo e un gran bell’album in riva al Naviglio: avrete ragione ad innamorarvene.
GF